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Uno Svensson come tanti

Dopo 4 anni con abiti di lattice, arrangiamenti musicali e canzoni, Ola Salo rimane saldo nel ruolo di pretenzioso prete del rock. Il cantante degli Ark racconta a Klas Ericsson di Cafè di volersi sbarazzare del mito di sé stesso, del nuovo disco, di come voglia solo fare del rock e guardare il football.

Forse dovremo dare la colpa alle mucche. Se non fosse stato per loro, quella estate di tanto tempo fa, Ola Salo non si sarebbe liberato di quel complesso del Messia che aveva fino al 2002 con il disco "In lust we trust", disco che era come una compilation di saggi piuttosto che un album rock; un disco dove ogni canzone conteneva una sorta di messaggio politico. Un disco che il figlio di un prete di Rottne definisce così"non è rock".

Con In lust we trust Ola Salo cercò di prendere le distanze da ogni tipo di regola della società, di parlare del diritto ad essere diverso proprio come una sorta di Geù; ad esempio in "Father of a son" ci parla dei diritti degli omosessuali di adottare i bambini, oppure in "The most radical thing to do" cerca di prendere le distanze dai grandi ideali.

Negli ultimi due anni Ola si è quasi sentito costretto ad allontanarsi dai suoi retaggi culturali. "Se sei cresciuto a contatto con la chiesa , guardando quell’uomo mezzo nudo sulla croce, non puoi mai eludere il forte impatto che ha su di te. Lo scenario costante che ti si presenta è la sedia di un prete, un posto dove poter esprimere con forza i propri pensieri".

Le conseguenze di essere vissuto in una società religiosa divennero molto importanti per Ola Salo.

"Qualcosa mi successe all’età di 14 anni, mi resi conto che dovevo fregarmene degli ideali del mondo, in parte ciò era dovuto al fatto che sentivo di essere un prescelto. Vedevo segni di questo ovunque, in alcuni casi erano chiari anche per le altre persone. Ad esempio, per quanto riguarda le mucche: era estate ed ero in campagna con alcuni amici di famiglia , iniziai a cantare e tutte le mucche che erano nel recinto vicino si misero ad ascoltare con attenzione. Ognuno dei miei amici rimase impressionato e io interpretai questa situazione come un vero e proprio segno".

E così andò avanti per circa 10 anni, finchè Ola si stancò di sé stesso, gli sembrava di specchiarsi e vedere Sting.

"Era troppo. Avevo un look da "foresta pluviale spaventosa."Stavo diventando ciò che gli altri volevano che io fossi, la versione ideale, come su di un poster, di Ola Salo. In aggiunta a ciò la gente chiedeva quando ci sarebbe stato un concerto di carità. Ciò era spaventoso, un chiaro segno di aver intrapreso un cammino sbagliato".

Pur avendo solo 27 anni, Ola si è stancato di questo ruolo da salvatore del mondo e politico glam-rock. Così, quando gli Ark entrarono in studio di registrazione la scorsa primavera del 2004, erano tutti determinati ad iniziare un nuovo cammino.

Ola gironzola per i Tambourine Studio di Malmo con un cd player sotto il braccio, e descrive il nuovo disco con una sola parola :RIFF. Ad oggi Ola Salo ha la responsabilità creativa del gruppo, nel disco non c’è politica.

"Stavolta ero intenzionato a fare un disco che fosse più ballabile e divertente. Ero stanco di scrivere opinioni. Non era rock quello. Cosa si supponeva che io facessi? Che leggessi giornali o trovassi qualcosa da criticare?"

E’ l’ultimo giorno di registrazione e nello studio ci sono solo il produttore Jens Andersson e Ola Salo. Jens suona "Girl, you’re gonna get’em real soon" che rimbomba a tutto volume negli altoparlanti dello studio. Ola decide di registrare le voci di nuovo. "La canzone sembra troppo movimentata". Attraverso il vetro che separa lo studio dalla sala mix, ti accorgi che egli sta cantando come nessuno che abbia raggiunto la pubertà sia mai stato capace di fare. Ma, prima di tutto, sei colpito dal fatto che egli faccia seriamente stavolta. La canzone è puro riff, come un misto di Judas Priest e Devo, senza altra influenza musicale .

"Ho avuto paura di sembrare più stupido di quanto non sia; a causa di ciò mi sono uscite strane costruzioni musicali. Tendo a dimenticare la forza dell' essere semplici"

Gli Ark fecero il loro ultimo concerto in Svezia nell’agosto 2003. Ci è voluto quasi un anno prima che iniziassero a lavorare al successore di "In lust we trust". Ola Salo ha vissuto una vita tranquilla con la sua fidanzata in quel periodo. Ha viaggiato tra New York e Londra, iniziando piano piano a scrivere nuove canzoni. Il gruppo tornò in studio la primavera successiva. Prima che la registrazione iniziasse , Ola disse a tutti i membri che alcune cose sarebbero cambiate stavolta.

"Dissi che ero interessato a prendere il comando in campo creativo. Prima c’erano stati troppi capi, ognuno prendeva parte dappertutto e ciò non era molto fruttifero e comportava troppi meetings. Ognuno fu d’accordo su questo, e ora sembriamo una band a tutti gli effetti".

Poi arrivò l’estate 2004. Gli altri erano in tour con Peter Wahlbeck; Jepson si improvvisò presentatore Tv con un proprio programma. Ola era a casa sua a Malmo. La relazione con la fidanzata era finita, lui si lasciò crescere la barba aspettando di ricominciare a registrare.

"Era una barba da studio, non avevo voglia di radermi; molto presto mi resi conto che tutto ciò aveva anche i suoi lati positivi: nessuno mi riconosceva, nemmeno i miei amici. Questo mi fece ricordare un buon consiglio da parte di Di Leva. Mi disse che potevo avere successo in tutto il mondo, che era una cosa innata in me. Prima di ciò dovevo fare l’esperienza di un disastro sociale per poter realizzare le mie ambizioni. La barba divenne simbolo della mia ambizione di diventare un disatro sociale a favore della cultura pop."

Onestamente, Ola ci sembra molto lontano dall’essere un disastro sociale. Personalmente, non so cosa potessi aspettarmi, di sicuro non un tipo rilassato con la barba, vestito di nero. Nello studio vedo solo un computer, delle tazze di caffè e dei giornali. Ti fa sentire un po’ di disappunto. Nonostante tutto, questo è l’uomo che è andato contro le convenzioni con "It takes a fool to remain sane", esaltando l’importanza di essere glamour e la capacità di lasciar perdere e fregarsene e di essere un po’ pazzo. L’unico vero segno di qualcosa di glamour è "Clamour for glamour" che ascolto negli altoparlanti dello studio. Ola canta come Axl Rose in questa canzone, ma questo mio commento mette in evidenza un po’ di disappunto.

"Sai, cercavo di imitare Rob Haltford. Mi piacciono i Judas Priest".

Può parlare del techno sound tedesco di Schaffel o altri generi, ma Ola Salo non verrà riconosciuto per il suo buon gusto musicale, certamente non nell’elite della musica.

"La nostra band si è formata nell’era dell’ironia. Siamo diventati una sorta di forza contro quell’era. Forse l’Arca sembrava ridicola per alcune persone, ma noi ci divertivamo molto. L’ironia degli anni ’90 era vigliacca perché non rispecchiava la realtà. Eravamo pazzi di questa cosa e il nostro primo disco divenne una vera e proprio rivolta contro tutto questo. Sapevamo che saremmo risultati ridicoli, ma ci divertivamo molto.

E per ringraziarvi, vi tirarono le bottiglie ad Halmstad?
"Fu molto divertente! Avevamo tormentato la gente sul diritto ad essere diversi e quelli che ci tirarono le bottiglie ad Almstad erano persone che avevano bisogno di dimostrare ai propri simili quanto non gli piacessero i gays. Inoltre, non ci colpirono affatto . Per me è ok essere odiato da gente omofobica e poco intelligente".

La città natale di Ola è un posto appena fuori Vaxjo, maggiormente conosciuto a causa di un nazista di nome Mats Nilson e anche perché il figlio di un prete è diventato una rock star. Mats e Ola hanno quasi la stessa età, interessi comuni come l’hockey su ghiaccio che spesso portava a lunghe discussioni sull’autobus della scuola.

"Non siamo mai stati amici ma rimasi colpito quando seppi che era diventato un Nazi. Per una qualche strana ragione improvvisamente ci furono un sacco di nazi in città. Era tanto assurdo quanto sconveniente sentirli sui loro balconi nelle sere d’estate urlare" Heil!". Ero solito vederli quando andavo in bicicletta in quella zona, ma non capivo niente. Era il tempo in cui frequentavo la scuola superiore e già vivevo a Vaxjo. Non riuscivo a capire perché ce ne fossero così tanti a Rottne."

Non c’erano nazisti a Rottne quando Ola ancora viveva lì; nessuna cultura alternativa.. Potevi andare  al cinema a Vaxjo dove guardavi films tipo The Doors di Oliver Stone, un film che ebbe grande impatto su Ola, a quei tempi ancora Ola Svensson, e gli altri amici che sarebbero presto diventati The Ark.. Il film aveva tutto dentro, dal teatro, al misticismo, dal romanzo alla figura di un uomo simpatico.

"Provammo di tutto dopo avrlo visto, solo per far sì che qualcosa accadesse nelle nostre menti. Questo è molto importante perché ovunque tu sia, è l’esperienza interiore che conta. Provammo anche le parti teatrali in Doors e l’esecuzione sul palco fu grandiosa".

C’erano delle feste misticheggianti presso la casa del prete a Rottne, si parlava di croci capovolte e nudità. Cose strane accadevano presso la casa del prete, ma questo è ciò che descrive The Ark.

"Come tutti i teenagers, facevo delle feste a casa; la casa del prete non era solo una casa in quanto tale, ma era anche un edificio annesso alla chiesa. Quando i miei genitori erano nello Zimbabwe nel 1995 diedi una festa di cui si parlò in tutta la città. Venne molta gente, inclusa una piccola delegazione dalla chiesa; c’erano più di 100 persone che ballavano, bevevano e si divertivano. La delegazione della chiesa mi chiese di annullare la festa, io protestai dicendogli che la chiesa poteva andare avanti e sopportare una festa per una volta, così li costrinsi ad andare via. Il giorno dopo dovetti scrivere una lettera di spiegazioni ai miei genitori. Ancora oggi, quando rileggono la lettera, si fanno delle sane risate."

Come è il rapporto con i tuoi genitori?
"Molto buono. Nelle interviste alcuni giornalisti tendono a creare storie fasulle di conflitti tra me e mio padre, solo perché lui è un prete e io una specie di idiota bisessuale, ma in realtà noi due siamo abbastanza simili. Anche lui è una specie di intrattenitore, anche lui si esibisce in pubblico vestito con qualcosa di somigliante a dei vestiti".

Suvvia, è davvero così semplice il vostro rapporto?
"I miei genitori dopotutto non sono cristiani nel senso moderno del termine, sembrano più dei vecchi cristiani molto fashion. Ma essi mi hanno insegnato che anche l’autorità a volte può avere torto , e per questo anche loro a volte possono aver torto. Sono stato bravo nelle mie argomentazioni e loro le hanno accettate."

Rottne, giusto al centro tra il mondo della Bibbia e un po’ di nazismo, era un posto giusto per viverci quando ti rendesti conto di essere bisessuale?
Per me fu uno stimolo, quando, intorno ai 14 anni, realizzai che non era una colpa sembrare un po’ bisessuale, infatti io la reputavo una cosa abbastanza giusta. Mi sentivo bene in questa condizione, ma non avevo realizzato che i ragazzi non mi avrebbero notato fino a che non ebbi 18-19 anni. Era comunque dura, perché non avevo certo l’ideale di diventare un macho."

C’è stata molta speculazione sulla tua sessualità, sugli "Ark che fanno un Suede". Brett Anderson disse che eri un bisessuale senza esperienze omosessuali.
"Per me non è importante , sono bisessuale con esperienze sia bisessuali che omosessuali. Non ho mai nascosto la mia sessualità. Quando sono stato con una ragazza 3 anni fa, mi chiedevo continuamente se il tempo delle sperimentazioni fosse ormai finito, se era stata solo una fase che avevo superato. Non ho mai detto di essere omosessuale, sono stato estremamente chiaro sul fatto di essere bisessuale; invece, tanta gente crede che sia un imbroglione. Gli omosessuali sono stati accettati, ma i bisessuali sono ancora visti in maniera strana."

Come mai è finita la relazione con la tua ragazza? Era forse stanca della vita di una rokstar?
"Anzi, era il contrario! Le relazioni uccidono la vita della rockstar. Quando la incontrai era una fase in cui non avevo alcun interesse per le serate fuori e i parties".

Perché è finita, allora?
Non c’è alcuna motivazione plateale, non ci mancava niente, ma fu un duro colpo in ogni caso. Fu giusto nel bel mezzo della registrazione, e ciò ebbe la sua influenza sulle canzoni, che parlano di dolore, di relazioni finite, sebbene non siano molto chiare su quel punto. Odio la musica fatta di autocommiserazione, non è interessante":

E’ più semplice stare con i ragazzi?
"No, non credo, tutti i rapporti hanno i loro problemi. Ma ci sono vari tipi di problemi a seconda delle situazioni; è sempre difficile quando si è coinvolti con qualcuno. Ho pensato molto a questa cosa, non credo di aver avuto molte esperienze in relazioni serie."

Hai parlato di interviste simili a vere e proprie masturbazioni; cosa intendevi dire?
Mi piace il fatto che ci si interessi di me stesso. Non è molto salutare tutto ciò, sto cercando di cambiare, ma...sai, i giornalisti ti fanno domande sulle cose più disparate; è difficile mantenere un certo tipo di salute mentale, e così la situazione diventa simile ad una masturbazione vera e propria, una sorta di piacere peccaminoso."

Quando hai cambiato il tuo nome?
"nel 1995, volevo un nome più "cool" di Svensson".

Cosa c’è scritto sul tuo passaporto? "Ola Salo Svensson.Ho scelto Salo come secondo nome, non ho avuto la possibilità di averlo come cognome a causa del fatto che ci sono altre persone con quel cognome. In tal caso, avrei dovuto sposare qualcuno con quel cognome. E Tommy (giocatore svedese di hockey su ghiaccio che ha come cognome Salo) non era tanto felice di ciò."

Nel frattempo, una donna seduta al tavolo dietro, chiede gentilmente un autografo per la figlia. "ha la camera piena di posters degli Ark" dice, Ola scrive su di un foglio e chiede il suo nome in maniera molto professionale.

"Una cosa che ho imparato sono i vari modi di scrivere il nome Svensson"dice quando la donna è andata via. "Lo scrivi sempre male quando vai per tentativi."

Ci troviamo all’Hotel Rival di Stoccolma. E’ venerdì notte; il disco è finito e tra poche ore Sylvester Schlegel, il batterista, andrà a suonare con gli altri membri nel suo progetto da solista. Ma ci sono ancora degli argomenti di cui discutere. Una cosa per esempio.

Perché alcuni artisti svedesi, incluso Ola Salo, sembrano simili a dei candidati alla presidenza americana?
"E’ forse un retaggio del movimento musicale dell’ala sinistra degli anni 70, una cultura che ha visto i suoi sbocchi nella musica. In lust we trust è un esempio di ciò."

Ad essere onesti, non è un po’ noioso tutto ciò?
"L’enorme differenza tra la cultura inglese e quella svedese è probabilmente la vittimizzazione, i Britannici sono un po’ così. In Svezia vogliamo sconfiggerla in virtù della nostra antica cultura di evitare tutti i tipi di gerarchie, il che per me è una cosa positiva, ma naturalmente mi rendo conto che per un giornalista può risultare una cosa un po’ noiosa. Possiamo percepirlo stando a contatto con voi giornalisti, a tutti voi piace essere un po’ sul piede di guerra al giorno d’oggi, è considerata una cosa trendy."

Non ti piace tutto ciò naturalmente?
"Non credo sia una cosa pericolosa. Speravo di fare qualche danno in più; spesso penso che ci troviamo in una condizione dove tutti si aspettano che tu sia un ideale positivo."

Questa attesa non è solo un fantasma della mente?
"Credi? In alcuni periodi molti si aspettavano ciò. Io ho criticato praticamente qualsiasi cosa. La gente tende sia a criticare che a parlare di morale invece."

Senti il peso di essere un tipo "cool" che fa degli ottimi dischi?
Forse, ma allo stesso tempo voglio essere un essere umano capace di fare sciocchezze. Altrimenti, che razza di vita sarebbe?

Come ti vesti quando sei a casa?
Molto male quando so che non mi vede nessuno o che non devo posare per delle foto, non m’importa; sebbene io mi lavi; ma non sono molto bello a vedersi quando sto a casa. Per tutta l’estate indosso gli stessi pantaloni Thai, abbastanza carini anche perchè mi piace essere alla moda. Mi piace molto Alexander McQeen, è stupendo.

A proposito, questi pantaloni hanno avuto una qualche influenza sulla tua relazione? Stiamo parlando di capi che uccidono il romanticismo.
"No, non penso, anche la mia ex-ragazza ne aveva un paio."

Com’è vivere con te?
"Tendo ad essere iperprotettivo nei confronti dell’altro quando è un pò giù di corda. Inoltre, non ho speranze per quanto riguarda l’ordine e la puntualità".

Qual è la tua squadra preferita di football?
"Oster, naturalmente, io sono di Vaxjo."

Durante le partite sei uno di quelli che si agita, urla all’arbitro e così via?
"No, non sono così esaltato; in ogni caso preferisco le grandi manifestazioni. E mi piacciono le bandiere e le magliette da football."

Hai mai avuto problemi per mantenere la linea?
"Mangio bene, ma non ho mai avuto problemi di peso. Evito il cibo grasso e mangio molti cibi vegetariani. Comunque, ero un po’ ingrassato al termine della mia relazione la scorsa estate. E la barba mi era molto utile a questo proposito."

E in tour invece?
"E’ un gran lavoro suonare 4 volte a settimana. E non c’è tempo di bere prima di un concerto. Inoltre, ho spesso problemi alla gola, me ne sono reso conto da un bel po’ di tempo. Essendo un cantante, è alquanto fastidioso. Se fossi solo un musicista, sarebbe un po’ più semplice."

Cosa si sarebbe detto di te se fossi stato la versione svedese di groupicentral.com?
"Che negli ultimi tempi ero diventato un traditore".

C’è ancora una cosa di cui parlare, a proposito della foto di Ola nudo pubblicata da Vecko- Revyn. Molta gente si sorprese molto quando venne pubblicata... la foto di Ola che cammina per Malmo in pieno giorno indossando solo una maglietta.

"Se qualcuno vuole pubblicare una foto di quando avevo 4 anni e indossavo solo una t-shirt, lo faccia pure, non ho alcun problema. Tempo fa eravamo un po’ fuori di testa durante una festa. La foto risale a quel periodo e non ho nulla da nascondere, ma mi sono arrabbiato perché è stata presentata come una storia nuova, nessuno ha scritto che era una vecchia foto, hanno detto solo che era stata scattata di recente."

Messa la foto nuda in archivio come un peccato di gioventù, magari dietro la foto del Messia, ormai è tardi e dobbiamo raggiungere il posto dove Sylvester si esibirà in concerto. Ola è il solo membro a non andare in tour come band di supporto a Peter Wahlbeck e Henrik Schyffert. Questo ti fa pensare a come i membri vengano remunerati per il loro lavoro fatto nel gruppo.

"La quantità di soldi che guadagna ogni membro della band è lo specchio del lavoro che ogni membro svolge nella band."

E’ una sorta di critica questa?
"No, mai. Solitamente, vengo considerato più generoso di quanto non sia realmente...ma, solo in questo caso....

Tutti i soldi vanno alla nostra casa discografica, noi percepiamo un vero e proprio salario."

Hai investito i soldi guadagnati?
"Eh...non so. Ho acquistato un appartamento, uno e metà di un altro a Malmo. Non sono poi tanti soldi."

Hai chiesto un prestito?
"Sì"

Qual è il salario per un musicista degli Ark?
"Percepiamo tutti lo stesso salario, ed è un salario molto ordinario. Dobbiamo essere capaci di vivere col denaro che guadagnamo il più a lungo possibile, così è preferibile vivere ad un livello abbastanza normale."

Quando arriviamo sul luogo del concerto, Ola brontola con sé stesso appena vede l’altro membro della band che si rilassa nel corridoio. Puoi sembrare così rilassato solo dopo uno show a Stoccolma. I due amici si abbracciano, poi bevono un po’ di vino e dopo ancora dell’altro. Il locale è ancora vuoto, sono tutti al bar, ci sono solo una decina di persone vicino al palco. Sunkan, della band di Sylvester, suona il piano mentre Ola canta. E’ davvero padrone del palco, tutti lo guardano. Mi viene da pensare a qualcosa che ha detto durante la serata, su come desidera invecchiare.

"In 10 anni i miei capelli sono diventati probabilmente più sottili, ma probabilmente sono anche un essere umano più felice, con nessuna pretesa di sembrare giovane e bello. Forse vorrei essere meno invisibile. In ogni caso, fare musica non su me stesso, ma sui pensieri e le idee." Ed è ciò che appare quando guardi Ola sul palco, come una specie di sogno

"Penso di stare vivendo uno dei miei sogni più grandi. Parlando seriamente, sto tra amici, posso viaggiare, creare, incontrare gente e imparate. Ho tutto ora."

La prima canzone è "Let me down gentrly", poi la canzone di Elton John "Your song".La scena diventa quella di Saranno famosi, Ola Salo è quello che la domina, gli altri stanno seduti, proprio come le mucche.

Dicono Di Lui

Robert Jelinek - cantante dei Creeps e colui che ha scoperto The Ark

"La prima volta che lo incontrai era l’estate del 1997 ad un piccolo festival in Urasa. Si pensava che fosse la loro ultima esibizione. Dopotutto, avevano suonato insieme per lungo tempo ma niente era successo. Pensai che avevano tutto per avere successo sul palcoscenico. Li convinsi a continuare e ad organizzare un incontro con Jepson. Ciò che possedevano non poteva andare perso. Così feci alcuni demo e gli dissi che le cose sarebbero andate bene. Dopo 2 anni e mezzo firmarono il loro primo contratto con una casa discografica".

Hakan Steen - giornalista musicale in Sonic e Aftonbladet e cittadino di Vaxjo.

"Quando iniziarono a fare concerti a Vaxjo nel 1991-92 divennero una delle band più discusse, forse perché nessuno suonava la chitarra in quel modo ed indossava pantaloncini e stivali. Mentre lavoravo per Smalandposten gli feci un’intervista in un locale di Rottne dove facevano le prove. Anche se era impossibile non sorridere un po’ di loro che cantavano della fine del mondo e che la loro musica era l’arca di salvezza per tutte le persone, era impossibile non realizzare che avevano un gran carisma, in particolare il sedicenne somigliante a Jim Morrison che allora si chiamava ancora Ola Svensson. Alcuni loro vecchi brani come Genesis Lane e Racing with the rabbits sono tuttora le migliori canzoni che abbiano mai fatto."

Natyhan Larson - produttore e marito di Nina Persson

"Quando venni a Malmo verso la fine degli anni 90 Ola e gli altri erano sempre fuori; volevo conoscerli e quando li incontrai iniziammo subito a parlare di lavorare insieme. Ciò non è avvenuto fino a questo disco; personalmente penso che abbia preso la giusta direzione. Ola ha sicuramente imparato che la musica non deve avere a che fare necessariamente con la politica, a volte vanno bene anche il rock e le ragazze."

Hakan Waxegard - mitico arrangiatore e capo della casa discografica

"Nell’estate del 1999 ero ad Handen in un giornata molto piovosa per vedere gli Ark esibirsi  davanti a solo 3 persone. Ola Salo si esibì come se stesse cantando davanti a 50000 persone, arrampicandosi sugli altoparlanti. Sarebbe stato un grosso errore non firmare un contratto con loro. Quando i Kent andarono in tour, ero certo che avrebbero apprezzato the Ark. Entrambi amavano i parties. Fecero lo stesso tour e poi tutti realizzarono di persona, incluso il popolo Svedese, che erano delle rockstars."


Intervista di Klas Ericsson
Translated by ARKCrazy

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